JUNIQUE FOIS PI / HERMELIN split

junique fois pi coverhermelin coverAutore : Junique Fois Pi & Hermelin

Titolo : Split LP [12rec.030]

Etichetta : 12rec

A poco più di dieci anni dalla sua nascita, il post-rock non sembra godere di buona salute, stancamente avviato com’è verso una poco dignitosa terza età; i pionieri del genere si dibattono sempre più fiaccamente tra dischi anonimi (il nuovo Mogwai), reunions discutibili (Slint e Don Caballero) e collaborazioni poco convincenti (Tortoise con Will Oldham); e mentre epigoni e presunti eredi si sprecano un po’ ovunque, con esiti il più delle volte poco degni di nota, la stampa specializzata ha già da tempo scaricato il fenomeno, per dedicarsi alla immancabile ‘next big thing’ del momento.

Appare quindi perlomeno bizzarro che dalla periferia di rocklandia (Hannover e Colonia non sono propriamente Chicago e N.Y.) due gruppi formati da musicisti poco più che adolescenti decidano di ricusare il dogma imperante del revival punk-funk, per sposare la causa meno premiante di un certo tipo di rock ‘matematico’.

Non troverete, pertanto, refrains ammiccanti e ritmi danzabili a base di charlestones in levare in queste sette tracce strumentali (quasi) equamente ripartite tra le due bands; piuttosto progressioni armoniche che si evolvono in costante mutamento tra quiete e furore, dipanate su patterns ritmici complessi e articolati.

junique fois piAprono le danze gli Junique Fois Pi, da Colonia, classico trio basso, chitarra e batteria. Delle due formazioni protagoniste di questo split, sono quelli più chiaramente riconducibili ad atmosfere post-rock. I quattro pezzi qui presentati (originariamente pubblicati sul CD-r “Plus” del 2004) mettono in evidenza un suono compatto e maturo, frutto di una notevole coesione strumentale, dove sono le variazioni ritmiche, al pari della costruzione melodica, a sostenere la struttura dei brani.

La buona espressività e la grande ricchezza dinamica garantiscono un ascolto esente da momenti di noia o stanchezza (rischio, purtroppo, spesso connaturale al genere), con picchi particolarmente ispirati, specie nella seconda traccia “changement (de la methode)”, con una batteria marcatamente ‘jazzy’ a fare da spalla alle evoluzioni della chitarra.

hermelinVengono da Hannover, invece, i quattro Hermelin; già attivi a partire dal 2001 nella locale scena indie (sotto il monicker “Soacked in red”), approdano al debutto solo cinque anni dopo, con le tre tracce qui presenti. Il maggiore tratto distintivo della band sembra essere un approccio più melanconico alla materia ‘post’, uno spleen che pervade l’intero lavoro, mitigando le asperità del suono; a tratti trapelano, semioccultate dalla veemenza dei passaggi più accesi, echi di certa dark/wave dei primi anni ’80.

Rimanendo in ambito squisitamente post-rock, il metro di paragone più attinente sembrano essere gli Explosions in the sky, dei quali condividono la propensione per la struttura ‘in crescendo’ dei brani e per un certo lirismo drammatico, caratterizzati però da una maggiore aggressività.

In definitiva un’ottima uscita per la 12REC, insolita escursione in ambito rock per un etichetta che finora ha privilegiato un discorso più prettamente elettroacustico. Caldamente consigliato, anche ai non iniziati al genere.

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