Presentazione

Prendete un artista; supponiamo che la motivazione principale, se non l’unica addirittura, che lo spinge a fare quello che fa sia comunicare attraverso la sua musica; questo presuppone l’esistenza di un pubblico e, letteralmente, di un uditorio; diciamo che questo pubblico, questo uditorio, siete voi.

Ora frapponete tra questo artista ideale e voi, nell’ordine, un’agente, un produttore, un’etichetta discografica, uno o più distributori, degli operatori di marketing, degli organi di informazione, un negoziante.

Questa catena, con rare eccezioni, tende a prendere un prodotto dell’intelletto, a inserirlo in una logica di mercato (trattandolo inesorabilmente alla stregua di un qualsiasi bene di consumo) e a proporlo/imporlo a un consumatore, molto spesso orientato in maniera non consapevole nei propri gusti.

La coseguenza più rilevante di questa logica è quella di allontanare coloro che, utopisticamente, dovrebbero essere gli attori unici di un processo artistico e intellettuale: il musicista e il suo pubblico.

Risulta evidente che il modo più semplice di ripristinare la pura valenza culturale della musica, riconducendola a semplice medium comunicativo tra questi due soggetti, è quello di svincolarla da qualsiasi valore commerciale; una volta privata di un prezzo, e quindi affrancata da qualsiasi condizionamento legato alle strategie di vendita, la musica torna a essere un fatto personale tra chi la crea e chi ne gode.

La nascita e la massiccia diffusione di nuove forme di tutela del diritto d’autore, che (pur salvaguardando gli autori stessi) consentano e agevolino la libera diffusione delle loro opere, ha favorito, unitamente all’uso sempre crescente di tecniche di registrazione che affrancano il musicista dall’uso di strumentazione complessa e costosa, il costituirsi di una vera e propria scena formata da etichette e artisti che scelgono di utilizzare il computer e la rete come principali mezzi di produzione e diffusione della loro musica.

Non ci facciamo illusioni: probabilmente tanti di questi artisti verranno, a fronte di un’eventuale crescità di visibilità, gradualmente assorbiti dal mercato tradizionale; e, con altrettanta probabilità, buona parte di questi vedono la pubblicazione su netlabel proprio come uno strumento utile al conseguimento di quel genere di riscontro.

Vanno apprezzate, però, la varietà e la quantità delle proposte, e soprattutto la modalità di fruizione delle stesse: è l’ascoltatore che deve reperire la musica esclusivamente in funzione dei propri orientamenti, anzichè subire passivamente un’offerta spesso imposta e/o preconfezionata.

Questo blog nasce, quindi, con l’intento di fornire uno strumento che aiuti ad orientarsi in questa sempre più articolata galassia; lungi dal volersi proporre come strumento ‘definitivo’ di catalogazione delle risorse reperibili su Internet (a tale scopo esistono altri siti, ben più esaustivi di questo e raggiungibili anche dalla nostra sezione ‘Links’), NETLABELS.IT vuole semplicemente segnalare periodicamente le uscite più valide e significative.

Lunga vita alle NetLabels!!!

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