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Autore: USAISAMONSTER
Titolo: THE JOSHUA TREE
Etichetta: LOST FROG
Due è il numero perfetto! Seguendo le leggi di una sorta di matematica a rovescio, sembra che, a prescindere da genere e ambito musicale di appartenenza, le bands composte da due soli elementi esprimano una libertà di azione e una vitale anarchia che difficilmente si possono riscontrare in formazioni più numerose. Non fa eccezione questo duo di dissennati newyorkesi, autore di una improbabile ma efficace miscela sonora che vede copulare impunemente Black Sabbath, Eugene Chadbourne, stoner rock e hardcore acrobatico! Accostati spesso ai compagni di scuderia Lightning Bolt (entrambi i gruppi sono accasati con la LOAD Records), in realtà la aggressività più controllata e la presenza più o meno manifesta di influenze seventies ne fa piuttosto dei cugini ‘morbidi’ dei Melvins.
Questo ‘Joshua Tree’, licenziato sotto licenza Commons per la veterana netlabel Lost Frog (e successivamente ripubblicato quasi integralmente dalla Load col titolo di ‘Tasheyana Compost’), si apre con le lisergiche armonie vocali che fanno da preludio ai sei minuti abbondanti di ‘Crumble’ (probabilmente la traccia migliore dell’intero lavoro) e alla successiva ‘No More Forever’, entrambe riecheggianti di abbondanti fluidi barrettiani seminati su di un tappeto di geometrie e dissonanze primitive. Il gioco delle citazioni continua al proseguire dell’ascolto, e così capita di percepire nell’attacco di ‘For Your Love’ una versione narcolettica dei Doors, salvo poi sterzare improvvisamente verso una sorta di colonna sonora per biker-movie. C’è spazio, a seguire, per le articolate centrifughe noise di ‘Uuh Uuuh Uuuh Uuhh’ e ‘Poison Snake’, per gli spasmi CrimsonSabbathiani disturba(n)ti di ‘Medley’, per le isterie metal di ‘Screaming Bloody Murder’ e ‘Jamil Abdul Abdul Kebab’, e per il conclusivo divertissement ‘Hillibilly’; miracolosamente il tutto sembra funzionare alla perfezione. I fans di Hella, Lighning Bolt e Ruins troveranno pane per i loro denti, tutti gli altri si accostino con cautela!
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E’ solo nel 2003 che, fiancheggiata dal bassista Bernard Georges e dal batterista Rob Ahlers, Kristin forma i 50 Foot Waves, autori fino ad oggi di due lavori (un mini e un album) che sembrano riportarla al songwriting più diretto ed aggressivo degli esordi. Quest’ultimo Free Music EP viene realizzato affiancando, parallelamente alla normale distribuzione commerciale, la diffusione gratuita dal sito ufficiale della band. Le cinque tracce evidenziano fin dall’incipit di Hot Pink, Distorted, un sound bellicoso, che lascia poco spazio alla leggerezza per privilegiare compattezza e agressività; il passare degli anni ha regalato alla bella voce di Kristin una patina di ruvidezza inedita fino a qualche anno fa, accentuandone le asperità senza nulla perdere in forza espressiva. Tutti pienamente convincenti i cinque episodi, con punte di eccellenza per la già citata traccia di apertura e per le successive Vena Cava (quella che più rievoca i migliori Throwing Muses, con i suoi continui cambi di tempo e l’alternare freschezza e prepotenza), e Pretty Ugly (caratterizzata dal mid-tempo marziale del refrain, e dalla voce di Kristin che raggiunge l’acme dell’intensità). In conclusione pochi fronzoli e molta concretezza a servizio di un sound ‘fisico’ ed efficace, ma non privo di una certa ricercatezza derivante dal raffinato songwriting della leader. Tra le migliori uscite di questo 2006, scaricate, ascoltate, diffondete.